Mario Botta per Jean Tinguely a Basilea

L'architetto ticinese Mario Botta ha progettato un museo d'arte a Basilea dedicato alla vita ed alle opere dello scultore Jean Tinguely ed inaugurato nel 1996.

Basilea Museo Tinguely
Basilea Museo Tinguely

Tinguely è famoso per le sue macchine mobili attraverso le quali ha dissacrato il potere dell'automazione. Artista originale e ribelle, espresse la sua genialità attraverso opere cinetiche in cui parti metalliche in movimento producevano rumori o suoni. Dopo l'incontro con Niki de Saint Phalle, che divenne la sua seconda  moglie, collaborò con l'artista nella realizzazione di grandi progetti come Il giardino dei tarocchi a Capalbio e La fontana Stravinski di Parigi.

Basilea Museo Tinguely
Basilea Museo Tinguely

L'esposizione permanente presenta sculture attraverso le quali si può ripercorrere tutta la vita artistica di Tinguely, dai Ready-made ai Meta-mecaniques, per continuare con le sculture sonore più complesse degli anni '60 e '70 fino alle monumentali realizzazioni dell'ultimo periodo. Ma oltre alle celebri machines sono esposti anche i suoi dipinti, le fotografie, i documenti e i lavori della sua prima moglie Eva Aeppli  e di Niki de Saint Phalle.

Basilea Museo Tinguely
Basilea Museo Tinguely

L'eleganza e la sobrietà progettuale di Mario Botta hanno consentito  un dialogo aperto tra l'edificio e le opere contenute. Il  museo, affacciato sul Reno ed immerso nel parco Solitude, è articolato in vari corpi che hanno tipologie e forme differenti in funzione della dimensione delle sculture ospitate. Le linee pulite, i volumi minimalisti ma sofisticati al tempo stesso, il colore uniforme del rivestimento in pietra creano un continuum percettivo nonostante le diverse identità delle facciate che spaziano dalla rigida geometria a forme morbide e linee curve.

Basilea Museo Tinguely
Basilea Museo Tinguely

I musei di solito sono destinati al silenzio, quel silenzio contemplativo in cui ci si immerge per ammirare l'opera d'arte. In questo caso invece Botta è riuscito a creare con successo volumi espositivi destinati al suono: rumori, musiche, scrosci ripropongono al visitatore l'ironia e il sarcasmo con i quali sono stati creati e inducono ad una riflessione  sui "mostri" generati dalla società industriale.

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