Altare di Ratchis a Cividale del Friuli

L'Altare del duca Ratchis è una delle più importanti opere scultoree della Rinascenza liutprandea cioè di quel periodo storico in cui Liutprando, re dei Longobardi e re d'Italia dal 712 al 744, favorì lo sviluppo delle arti.

Datato tra il 737 e il 744, ha la forma di un parallelepipedo con dimensioni calibrate intorno a rapporti di sezione aurea, è composto da lastre in pietra di Aurisina e conservato nel Museo Cristiano di Cividale del Friuli.

Arte longobarda in Friuli
Altare di Ratchis

Ratchis duca del Friuli e re dei Longobardi
Figlio di Pemmone e di Ratperga, Ratchis divenne duca del Friuli nel 737 su nomina dello stesso Liutprando, sostituendo il padre destituito in seguito ad alcuni contrasti con il re. 
Ratchis si distinse per eroismo, coraggio e saggezza nelle campagne militari contro le truppe bizantine ed aprì a Liutprando la strada verso il Ducato di Spoleto e Benevento
In linea con il mecenatismo del re, l’epoca di Pemmone, Ratchis e del fratello Astolfo coincise con il periodo di maggior splendore della sede ducale friulana: Cividale si arricchì di importanti opere quali il Ciborio di Callisto, il Pluteo di Sigualdo, il Tempietto longobardo ed il celebre Altare, considerato uno dei più significativi esempi di arte longobarda. 
Quando morì Liutprando nel 744, gli succedette il nipote Ildeprando, destituito però dopo pochi mesi. Sostenuto dalla corrente più indipendentista dei duchi, Ratchis fu nominato re e si presentò come erede e continuatore della politica di Liutprando: adottò una concezione meno rigida del potere divenendo ben accetto anche dal papa Zaccaria con il quale stipulò una pace ventennale, emanò leggi in tema di ordine e legalità, punì i tentativi di rivolta, di tradimento e le eventuali spie a corte ed inasprì le pene per gli abusi esercitati dai giudici nei confronti degli strati sociali più deboli.
La vicinanza di Ratchis al mondo romano era da riferirsi probabilmente alla sua unione con Tassia, un’aristocratica di Roma: il matrimonio, celebrato ignorando i consueti usi longobardi, avrebbe inasprito i rapporti con i più tradizionalisti oppositori che nel 749 deposero Ratchis ed elessero a Milano re dei Longobardi suo fratello Astolfo.
Sembra che a questo punto Ratchis scelse la vita monastica fino al 756 quando, dopo la morte del re Astolfo, si aprì per lui la possibilità di ritornare sul trono, ma fu un periodo breve. Dopo pochi mesi venne infatti sostituito da Desiderio e nel 757 ci fu la definitiva estromissione di Ratchis dal potere. 
Non ci sono documenti che attestino con certezza la data della sua morte.

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Altare di Ratchis, Majestas Domini

Mentre la lastra superiore che fungeva da mensa è andata distrutta, i prospetti laterali sono rimasti integri nel corso dei secoli ed oggi perfettamente leggibili.
Lungo i bordi superiori dei pannelli corre un'iscrizione dedicatoria che riporta il soprannome Hidebohohrit attribuito a Ratchis e celebra l’impulso che la famiglia ducale conferì nello sviluppo del patrimonio artistico di Cividale.

Majestas Domini
Il paliotto, essendo la parte dell’altare visibile ai fedeli, presenta il soggetto principale, la Majestas Domini
Gesù è scolpito frontalmente, seduto, con la mano di Dio posata sul suo capo ed affiancato da due angeli. Le tre figure sono contenute in un’aura di luce a forma di mandorla che in questo caso è rappresentata con l’aspetto di un festone, tanto da essere definita mandorla arborea. 
Quattro angeli, due al lato destro e due al sinistro della mandorla, sorreggono il primo gruppo con le loro mani possenti. 
Gli spazi tra le figure sono riempiti da fiori, stelle e piccole croci con funzione puramente decorativa finalizzata al superamento dell’horror vacui.

Opera d'arte longobarda più importante
Altare di Ratchis, Fenestella confessionis

Fenestella confessionis
Nella lastra posteriore, tra due croci impreziosite da rombi e quadrati imitanti pietre preziose e da un fiore al centro, si apre la fenestella confessionis destinata al reliquiario.

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Altare di Ratchis, Visitazione

La Visitazione
La faccia sinistra dell’Altare raffigura una scena della Visitazione, cioè dell’incontro fra Maria e sua cugina Elisabetta, futura madre di Giovanni Battista. 
Maria, già in attesa di Gesù, ha la fronte incisa da una profonda croce. 
Occhi privi di espressione, grandi teste assottigliate verso il mento, gambe corte, piedi piccoli e di profilo, braccia lunghe ed elastiche caratterizzano questo bassorilievo. L’abbraccio diventa quasi un nodo che lega le due donne in un comune destino cioè quello di perdere i propri figli. 
L’ambientazione è incerta ma le linee curve sembrano alludere agli archi di un porticato, mentre la pianta stilizzata rimanda ad un giardino.

Cosa vedere a Cividale del Friuli
Altare di Ratchis, Adorazione dei Magi

L'Adorazione di Magi
Sulla faccia sinistra dell'Altare è raffigurata l'Adorazione dei Magi.
Maria, sempre contrassegnata da una croce sulla fronte, è seduta su un alto trono in legno e tiene in braccio Gesù. Seppur rappresentati con il corpo di profilo, i loro volti sono frontali.
I tre Magi che portano i doni rispettano la gerarchia dimensionale per cui sono più piccoli di Maria. Rappresentati di profilo nel corpo e nei volti, indossano abiti asiatici drappeggiati. 
Un angelo in alto, disposto orizzontalmente, li guida nel cammino. 
Controversa è l’identificazione della figura femminile posta in posizione frontale alle spalle della Madonna. Le interpretazioni sono molteplici: secondo alcuni è un’ancella, secondo altri la moglie di Ratchis, secondo altri ancora una figura simbolica che identifica la Chiesa.
Tutta la superficie si presenta fortemente decorata, in linea con l'horror vacui che caratterizza la scultura longobarda.

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Probabile policromia dell'Altare di Ratchis

Stile
Lo stile dell'Altare di Ratchis è evidentemente distante dal naturalismo antico dell’arte greca e romana ed anche dalla stilizzazione paleocristiana e bizantina.
Le figure scolpite si presentano sostanzialmente bidimensionali, le scene sono semplificate e prive di ambientazione spaziale, la prospettiva è sostituita dalla gerarchia dimensionale. 
Le mani enormi, le gambe ed i piedi piccoli, le teste globulari con gli occhi sbarrati, i panneggi ottenuti attraverso combinazioni di linee curve parallele non sono però frutto di improvvisazione ma, al contrario, finalizzati a sottolineare il valore sacro e simbolico dell’opera. 

I colori originari
Sulla superficie del prospetto frontale sono rintracciabili significativi residui di pigmenti. In origine infatti tutte le lastre erano colorate con smalti e lamine d’oro. Questa vivacissima policromia aveva probabilmente la funzione di rendere l’altare simile ad un’opera di oreficeria.
Durante la visita al Museo Cristiano di Cividale una proiezione luminosa mostra al visitatore il probabile aspetto policromatico che in origine caratterizzava l'Altare di Ratchis.

Dove acquistare i biglietti per il Museo Cristiano di Cividale
Potete acquistare i biglietti direttamente al Museo, oppure un biglietto cumulativo che include la visita al Museo Archeologico, al Museo Cristiano e al Tempietto longobardo.

Dove dormire a Cividale
Io ho alloggiato presso Attico Magnolie, un appartamento ampio, pulitissimo e superaccessoriato. Si trova in una posizione comodissima per visitare Cividale, appena dietro le mura.

Libri in vacanza a Cividale del Friuli
Per chi di voi volesse approfondire l'argomento consiglio Arte longobarda in Friuli oppure Cividale longobarda e il suo ducato

Per ulteriori informazioni vi rimando al mio articolo Cosa vedere a Cividale del Friuli


13 dicembre 2022
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