I colori di Saint Denis

L'abbazia di Saint Denis è considerata la prima opera assoluta dell'architettura gotica.

Dal 1862 è Monumento storico di Francia e Patrimonio UNESCO dal 1996.

Una goccia di colore: vetrate dell'Abbazia di Saint Denis
Vetrate dell'Abbazia di Saint Denis

La leggenda narra che Saint Denis partì dall’Italia per predicare il Cristianesimo a Parigi. Per il suo fervore religioso, venne condannato a morte dai pagani e decapitato nel 250 d.C. a Montmartre. Secondo il racconto popolare, dopo essere stato decapitato, il Santo si alzò, prese la sua testa in mano, sostò alla fontana di Montmartre e raggiunse a piedi il comune che oggi porta il suo nome.

Nel luogo dove sorge la Cattedrale, già in epoca tardo romana vi era una necropoli. Tra il 540 e il 550 ci fu un primo ampliamento della cappella del cimitero gallo-romano. Dopo una breve fioritura però, l'abbazia visse un lungo periodo di decadenza a causa dell'incuria degli abati e delle guerre. Nel 750, l'abate Fulrado, consigliere prediletto di Pipino il Breve, Carlomanno e Carlo Magno, portò l'abbazia ad un periodo di grande ricchezza e splendore. L'abate decise di costruire una nuova chiesa, ma i lavori cominciarono solo dopo la sua morte, verso il 768-769 per concludersi con la consacrazione nel 775, in presenza di Carlo Magno. Alcune tracce dell'edificio carolingio sono ancora oggi visibili nella cripta attuale

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Vetrate dell'Abbazia di Saint Denis

Nella prima metà del XII secolo, l'abate Sugerio volle rinnovare la chiesa carolingia di Saint Denis. Spinto da esigenze estetiche, ma anche da necessità teologiche e politiche ben precise, Sugerio iniziò i lavori nel 1136 apportando in un primo momento significative e profonde modifiche alla facciata dell'edificio. Per la prima volta venne introdotto il rosone, che diventerà elemento fondamentale in tutte le cattedrali gotiche successive. Nel nuovo coro introdusse soluzioni architettoniche ancora più radicali che inaugureranno il gotico d'Oltralpe. Nei documenti ufficiali non si accenna al nome di un architetto: si pensa quindi che che lo stesso Sugerio abbia rivestito un ruolo determinante nell'ideazione del nuovo coro, sintetizzando l'unione tra religione, pensiero politico e forma artistica. Una delle caratteristiche fondamentali dell’abbazia di Saint Denis è la luce, tanto per la sua valenza estetica, quanto per il significato metafisico, cioè il simbolo terreno della presenza divina. Le pareti vennero così svuotate, affidando la funzione portante a pilastri, contrafforti, archi rampanti e si inserirono luminose vetrate  che, oltre a conferire leggerezza e slancio verticale alla massa muraria, divennero una pittura di luce, un filtro dei raggi solari,  un'irradiazione del divino all'interno dell'edificio.  Le 14  finestre del deambulatorio della cattedrale di Saint Denis diffondono nella zona presbiterale una soffusa e variegata luminosità e svolgono allo stesso tempo la funzione di guida nel cammino del fedele. Lo stesso Suger,  proprio in riferimento alle vetrate del deambulatorio, parlò con entusiasmo di lux mirabili et continua
Le vetrate per i finestroni vennero realizzate fra il 1144 e il 1151 commissionandole a diversi artisti di differenti nazionalità. Oggi ne rimane qualche frammento in sei finestre.

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Vetrate dell'Abbazia di Saint Denis

Con la morte di Sugerio nel 1151, i lavori si arrestarono, ma l'abbazia benedettina rimase un luogo prestigioso e ricco, tanto che divenne usanza per i re di Francia andare alla basilica per prendere l'Orifiamma prima di partire in guerra o per le crociate. Nel XIII secolo il bisogno di spazio per la necropoli reale impose la ripresa dei lavori di ricostruzione da dove Suger li aveva arrestati. L'architetto, il Maestro di Saint-Denis, decise di conservare il doppio deambulatorio e le cappelle radiali, ma fece distruggere la parte superiore del coro per consentire una maggior altezza dell'edificio. Nel 1260 il transetto venne terminato, verso il 1270 fu ultimata la chiesa  e nel 1281 consacrata. 
Pesantemente danneggiata durante la Rivoluzione Francese, la cattedrale fu restaurata nel XIX secolo da Viollet-le Duc.

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Facciata dell'Abbazia di Saint Denis

Nella facciata principale è evidente la transizione tra romanico e gotico: i portali a tutto sesto infatti ancorano la struttura all'architettura romanica, ma la verticalità ed il rosone sono elementi identificativi dello stile gotico. E' divisa in tre parti da robusti pilastri, in alto è coronata da una merlatura da cui s'innalza la torre sud, l'unica rimasta dopo la demolizione di quella nord da parte dell'architetto Debret, all'epoca incaricato responsabile dell'edificio. Quando nel 1846 una tempesta s'abbatté su Saint-Denis e danneggiò la guglia del campanile infatti, François Debret, considerando la guglia pericolante, ne decretò la demolizione. 

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Vetrate dell'Abbazia di Saint Denis

All'interno ci sono le Tombe reali, disposte tra il transetto, il presbiterio e la cripta. Rappresentano il più importante complesso di scultura funeraria, accogliendo oggi oltre settanta monumenti, tra cui quelli di Carlo Martello, Pipino il Breve, Carlo il Calvo, Caterina de' Medici.
Durante la Rivoluzione Francese le tombe vennero profanate ed i resti dei re gettati in fosse comuni.
Napoleone riaprì la chiesa nel 1806 ed i Borboni, quando ritornarono al potere, fecero ricercare i resti di Luigi XVI e Maria Antonietta che, ritrovati il 21 gennaio 1815, vennero inumati nella cripta della basilica.

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Vetrate dell'Abbazia di Saint Denis

ORARI
L'abbazia è aperta tutti i giorni con orario continuato, dalle 10 alle 18,15 durante il periodo estivo. Di domenica apre alle 12 e durante la stagione invernale la chiusura è anticipata di un'ora. Considerate che la visita richiede almeno un paio d'ore, soprattutto per i complessi funerari.

BIGLIETTI
Potrete acuistare i biglietti on line a questo link: Basilica Saint Denis

DOVE MANGIARE
Con vista sulla Cattedrale c'è il ristorante Le Basilic.

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Abbazia di Saint Denis-rosone

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