Una domenica alla Badia di Dulzago

Anticamente denominata Dulcis acquae, probabilmente per la cospicua presenza di fontanili, la Badia di Dulzago è una piccola frazione del comune di Bellinzago Novarese che sorge sui resti delle colline moreniche nella valle del Terdoppio.
Le acque del Terdoppio erano un tempo abbondanti e limpide, ricche di gamberi e pesci e circondate da una fitta vegetazione.
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Badia di Dulzago

Quello che colpisce di più durante la visita alla Badia di Dulzago è il silenzio, come se il tempo si fosse fermato. Un luogo ricco di storia,  di archeologia rurale e religiosa, dove potrete passeggiare in assoluta tranquillità: i cortili sono aperti ed i cartelli vi guideranno attraverso l'aia e le corti. Se vorrete comprare le uova, fuori da una casa c'è un cesto e della carta di giornale: potrete avvolgere le uova e lasciare 30 centesimi per ciascuna. Non ci sarà nessuno, farete tutto in autonomia. 

Dell'antico borgo di Dulzago, che sorgeva nei pressi dell'attuale Badia, ci sono testimonianze risalenti addirittura  al IX secolo in un documento che riferisce di una permuta di terreni tra il Vescovo di Novara e Curiberto di Dulzago. Oggi però dell'antico paese non è rimasta traccia. 
Il complesso della Badia nacque invece nel XII secolo, fondato dai Canonici regolari agostiniani ed ebbe un'importante funzione spirituale per le popolazioni contadine che vivevano nelle zone limitrofe durante il Medioevo. Nel Quattrocento divenne Abate commendatario Leonardo Sforza che diede un'impronta agricola all'economia del complesso:  coloni e monaci bonificarono i terreni circostanti rendendoli molto produttivi.

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Badia di Dulzago

Il complesso era costituito dalla chiesa, dall'abitazione dell'abate e dei canonici, dalle case dei mezzadri e dal cimitero, che si può ancora vedere ad ovest del complesso.
A partire dal Settecento si creò una comunità agricola completamente autosufficiente che disponeva di un forno, una ghiacciaia, una scuola ed un mulino.
Durante il periodo napoleonico i terreni e le case furono confiscati, la Badia divenne proprietà della famiglia francese Reyner, poi della famiglia Borromeo che smembrò la struttura in vari lotti.

Badia di Dulzago
Absidi della Chiesa di San Giulio

La chiesa è dedicata a san Giulio e venne consacrata dal vescovo di Novara Litifredo. E' un edifico romanico di cui si hanno testimoninze già nei primi decenni del XII secolo. E' a pianta basilicale divisa in tre navate. In epoca barocca furono apportati però modifiche e rimaneggiamenti che rendono oggi difficile la lettura degli elementi architettonici originali. La facciata è stata ricostruita nel XVIII secolo ed è sormontata da un frontone. Nella lunetta sopra al portale è raffigurato San Giulio, opera del pittore locale Clemente Salsa, purtroppo oggi decisamente compromessa. Nelle absidi è ancora visibile la tipica struttura del romanico novarese, composta da ciottoli fluviali e laterizio, con il quale in particolare vengono evidenziati a livello cromatico le lesene e gli archetti pensili. Sopra le absidi è stato innalzato il tiburio, a pianta quadrata, probabilmente il primo intervento aggiuntivo alla struttura romanica. Il campanile risale al XVIII secolo. Gli affreschi più antichi presenti all'interno sono databili tra il 1132 e il 1151, ma la maggior parte delle pitture murali risalgono ad epoche successive.

Badia di Dulzago
Badia di Dulzago

Nel complesso si entra da sud, attraverso una successione di archi che mettono in comunicazione i vari cortili lastricati. L'intera località è sempre visitabile nelle parti comuni all'aperto. La Chiesa di San Giulio è aperta la domenica per la messa al mattino e in alcuni periodi dell'anno anche alla domenica pomeriggio. Vi consiglio di entrare a piedi e lasciare comunque l'auto all'esterno.

Osteria San Giulio Dulzago
Intorno alla Badia di Dulzago

Intorno alla Badia ci sono fontanili, torrenti e soprattutto risaie. E' piacevole addentrarsi nei sentieri a piedi o in bicicletta e attraversare campi e boschi, ricchi di fauna, tra cui l'airone cinerino e molti uccelli trampolieri. Ultimamente qualche contadino afferma di aver visto una coppia di lupi aggirarsi da queste parti. Io sinceramente ci sono stata sperando di avvistarli, ma... nessuna traccia purtroppo. Nelle vicinanze si trova anche un rifugio WWF  finalizzato alla protezione del  pelobate fosco, un rospo in via d'estinzione.

Badia di Dulzago
Intorno alla Badia di Dulzago

COME ARRIVARE
Si raggiunge la Badia di Dulzago percorrendo la statale 32 del Sempione Novara-Arona e uscendo a Cavagliano oppure attraversando il centro di Bellinzago.

DOVE MANGIARE
All'interno della Badia c'è la famosa osteria San Giulio, che propone cucina tipicamente locale. Se, come me, avete un'alimentazione green troverete comunque qualche piatto vegetariano.

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Intorno alla Badia di Dulzago


MANIFESTAZIONI
Ogni anno si tiene la tradizionale sagra della fagiolata l'ultima domenica di gennaio. Fu il vescovo Volpi,  nel 1628,  il primo a proporre la fagiolata: pane e fagioli distribuiti a tutti a spese dell'abate. La tradizione vuole che mangiando questo pane si tengano lontani i serpenti, numerosi nella zona. Si racconta infatti che in un anno in cui non si organizzò la fagiolata la campagna fu invasa da tantissimi serpenti.

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Intorno alla Badia di Dulzago

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