Val Venosta: il campanile sommerso nel lago di Resia

Nel lago di Resia il campanile sommerso di Curon è diventato il simbolo fiabesco della Val Venosta. Un'immagine scenografica, da cartolina, che diventa ancora più suggestiva durante l'inverno, quando il lago si ghiaccia e a volte il campanile può essere raggiunto a piedi.


Il campanile di Curon
Il campanile di Curon

Ma come mai un campanile spunta dal lago come una struttura fantasma di un paese sommerso?
Costruito nel XIV secolo, con annessa la chiesa di Santa Caterina, era il campanile della parrocchia di Curon Venosta ed è oggi testimone del grave impatto ambientale, artistico, antropico che ha avuto la costruzione di una diga nel 1950.

Il campanile di Curon
Il campanile di Curon

Già durante l'impero austro-ungarico si pensò di realizzare in questo luogo un bacino artificiale per la produzione di energia elettrica. Dopo il 1920 il governo italiano riprese quel progetto, prevedendo un aumento del livello delle acque di 5 metri. In quel momento i cittadini non si preoccuparono particolarmente, perchè sembrò non sussistere un pericolo evidente per Curon e Resia. Un secondo progetto fu proposto nel 1939 ma, a causa dello scoppio della seconda guerra mondiale, venne provvisoriamente accantonato. Nel 1947 però la Montecatini annunciò la costruzione del lago artificiale e nel 1950 il paese di Curon venne completamente sommerso. Gli abitanti, senza la possibilità di vedere i loro diritti ascoltati, nonostante si fossero recati persino dal papa, persero case, terreni e tutti i loro beni, ricevettero un indennizzo irrisorio e vennero ospitati in baracche.

Il campanile di Curon
Il campanile di Curon

Una leggenda racconta che nei mesi più freddi dell'anno si possano sentire ancora suonare le campane di Curon. In realtà le campane vennero rimosse nel 1950, ma a me piace pensare che in questa leggenda ci sia un fondo di verità: quella di un campanile che ci racconta di secoli passati, quando le campane scandivano il tempo dell'uomo e la vita trascorreva in armonia con la natura e non contro di essa.

2 Commenti

  1. Se riesce a resistere ancora oggi sicuramente e costruito bene.
    Complimenti per le foto no lo conoscevo con il lago ghiacciato
    Brava Luisa
    Un abbraccio
    Maurizio

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