Il trionfo della morte di Palermo

Il Trionfo della morte è un tema iconografico macabro diffuso a partire dal Trecento e legato soprattutto all’epidemia della grande peste del 1348 che rese la morte un evento quotidiano e familiare nei paesi europei.

Se le prime opere sono ancora legate al concetto apocalittico di salvezza o condanna tipico del Giudizio Universale, con il passare del tempo il Trionfo della Morte si laicizza, diventando un monito sulla caducità della vita, della ricchezza e del potere: la Morte, solitamente rappresentata come uno scheletro armato di falce, colpisce diverse categorie di persone, da quelle appartenenti alle classi sociali più umili, a prelati, sovrani o pontefici. 
Paura, ineluttabilità della sorte ed anche un tocco di ironia emergono sia dai Trionfi, sia dalle Danze Macabre, sia dagli Incontri di tre morti e tre vivi, in cui tre giovani cavalieri, nel corso di una cavalcata per la caccia, incontrano tre cadaveri quasi ridotti a scheletri che li avvertono della provvisorietà dell’esistenza. 
Memento mori, ricordati che devi morire, è il concetto fondamentale che emerge dalla rappresentazioni macabre, intriso anche di sarcasmo nei confronti delle classi sociali privilegiate a cui la falce toglierà ogni potere.

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Il Trionfo della Morte di Palermo

Il Trionfo della morte di Palermo
Il Trionfo della Morte di Palermo è un affresco staccato che misura 600×642 cm ed è conservato nella Galleria regionale di Palazzo Abatellis.
La datazione proposta è il 1446, alcuni anni dopo il passaggio del Palazzo Sclafani, da cui proviene, a sede dell’Ospedale Grande e Nuovo destinato ai malati indigenti della città.
Non si conosce il nome dell’autore ma, per l'elevato livello artistico, si pensa possa essere stato commissionato dai rettori dell’ospedale o addirittura dal re Alfonso d’Aragona ad un artista straniero, probabilmente catalano, chiamato appositamente in Sicilia.
L’affresco fu danneggiato dai bombardamenti su Palermo del 1943: per agevolarne la rimozione dalla parete, nel 1944 si decise di dividerlo in quattro parti e procedere alla pulitura ed al restauro.

L'affresco è paragonabile ad una grandissima pagina miniata: in un lussureggiante giardino incantato, un Hortus conclusus protetto da una siepe e adornato da una fontana, ci sono giovani, aristocratici, alti prelati.
Ma improvvisamente irrompe la Morte a cavallo del suo spettrale destriero e lancia frecce letali su alcune persone, mentre altre continuano le loro attività. 
I vecchi, malati e poveri che desidererebbero la cessazione delle loro sofferenze, vengono invece risparmiati.

Cosa vedere a Palermo
Il Trionfo della Morte a Palazzo Abatellis Palermo

Il cavallo
Il cavallo, scheletrico ma energico, occupa il centro della scena nell’atto di una folle galoppata. Le costole evidenti, la testa quasi scarnificata, la bocca aperta che mostra denti e lingua conferiscono alla figura una macabra anatomia che potrebbe forse aver ispirato Picasso nell’esecuzione del cavallo di Guernica.

La Morte
La Morte è un lugubre scheletro con al fianco la falce e la faretra ed è raffigurata con grande dinamismo: un impietoso braccio destro proiettato verso l’alto bilancia quello sinistro da cui scocca le sue frecce sulla folla. L’ultima ha probabilmente colpito il giovane che alza il volto verso il cielo mentre la mano di una donna lo consola nell’ultimo istante della sua vita.

L’uomo con due cani
In alto a sinistra è raffigurato un uomo che cammina tra una lussureggiante vegetazione e tiene al guinzaglio due levrieri bianchi. Uno dei due cani mostra i denti e frena la sua corsa come se fosse consapevole del pericolo imminente.

La fontana
La sezione in alto a destra è prevalentemente occupata da una fontana, simbolo di vita e giovinezza, intorno alla quale sono rappresentati un musicista che suona la cetra, un cacciatore con il suo falco e due uomini che conversano tranquillamente. Un piccolo cane però ringhia con il muso rivolto verso la Morte ed il suo cavallo. Forse il suo istinto animale lo ha avvertito della macabra presenza incombente.

Le donne
Il gruppo in basso sulla destra, oltre alla donna accanto al giovane morente,  è composto da sette figure femminili, di cui una, il cui ricco abbigliamento è ulteriormente impreziosito da una ricercata collana, è colpita da due frecce, una al collo e l’altra al petto. Altre due la assistono, mentre una terza in piedi apre le braccia, quasi in segno di resa di fronte all’ineluttabilità della morte. Altre tre dame dell’aristocrazia, in piedi, hanno le mani intrecciate e si sorreggono vicendevolmente il dito indice.
Completa il gruppo un liutaio nell’atto di accordare il proprio strumento, ma uno scorpione sul suo braccio destro ne preannuncia la morte ormai prossima.

Nobili e prelati
In basso al centro sono rappresentati nobili e prelati: il papa, un vescovo, frati e monaci, un imperatore, un sultano ed un uomo di legge, identificato grazie alla scritta gotica sul libro che tiene in mano come Bartolo da Sassoferrato, uno dei più insigni giuristi dell'Europa del XIV secolo. Proprio i potenti sono i primi ad essere trafitti dalle frecce scagliate dalla Morte che sembra voler punire i ricchi: sorpresi dal crudele destino, esprimono attraverso i loro volti il dolore, la sofferenza, l’incredulità e la rabbia nel momento in cui sono costretti ad abbandonare la vita e, di conseguenza, tutte le ricchezze accumulate.

I derelitti
In basso a sinistra ci sono infine i poveri e malati che invocano la Morte affinchè le loro sofferenze abbiano fine, ma vengono ignorati. Tra gli emarginati si suppone essere rappresentato l’autore stesso dell’affresco ed il suo aiutante, l’uno con pennello e puntatore e l’altro con un contenitore di tempera in mano.

Carlo Scarpa Palermo
Palazzo Abatellis, Salone delle Croci

Palazzo Abatellis
Palazzo Abatellis è un antico edificio nobiliare situato a Palermo nel quartiere della Kalsa e sede della Galleria Regionale della Sicilia.
Venne edificato nel 1495 su progetto dell’architetto Matteo Carnilivari, uno dei maggiori maestri del Rinascimento siciliano. 
Originariamente era la residenza di Francesco Abatellis, Mastro Portolano del Regno di Sicilia. Grandiosa dimora in stile gotico catalano, alla morte del proprietario divenne convento e nei secoli seguenti fu oggetto di vari ampliamenti.
Nel 1943 il palazzo fu colpito da un bombardamento aereo che determinò il crollo parziale dell'ala sud-occidentale e della parete della torre ovest. Dopo la guerra iniziò la ristrutturazione dell’edificio finalizzata alla sua trasformazione in Galleria d’arte e la Soprintendenza affidò all'architetto Mario Guiotto e successivamente all'architetto Armando Dillon i lavori di consolidamento e di restauro. 
Nel 1953 venne incaricato Carlo Scarpa ad allestire le sale della nuova Galleria.

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Annunciata di Antonello da Messina

Il progetto di Carlo Scarpa per Palazzo Abatellis
Dopo la ristrutturazione del palazzo da parte di Mario Guiotto e Armando Dillon, il progetto del grande architetto veneziano riguardò l’allestimento delle sale espositive e si attuò in un magistrale intervento, calibrato sul rapporto tra nuovo e antico e sul dialogo tra le opere esposte, l’ambiente che le ospita ed il visitatore.
Come del resto in tutti i suoi lavori, anche nell’allestimento museale di Palazzo Abatellis Carlo Scarpa dedicò particolare attenzione al dettaglio, studiando ogni elemento in modo approfondito: supporti, pannelli mobili, cavalletti, complementi d’arredo, fondali colorati, tessuti enfatizzano ogni singolo capolavoro esposto. 
Adattò materiali e forme in modo da dare il massimo risalto alle opere d’arte, come nel caso del busto in marmo di Eleonora d’Aragona del Laurana che sembra galleggiare, sospeso su una struttura in massello d’ebano. 
Cerniere ed incastri permettono spesso ai supporti di ruotare.

L’Annunciata di Antonello da Messina, incastonata in un pannello bianco, è evidenziata da un fondale di velluto vermiglio che riprende il colore dell’abito di Maria appena visibile al di sotto del manto. La teca è posta in diagonale nella sala in modo da intercettare la luce che entra dalla grande trifora. 

La luce è infatti un altro tema cardine nella poetica di Carlo Scarpa, attraverso lo studio della quale riesce a produrre una lettura a tutto tondo delle sculture, accarezzare le tele e creare un palcoscenico in cui il visitatore si muove in un ambiente dinamico, che si espande e si modifica nelle varie ore del giorno.

Un capolavoro. La miglior ambientazione di museo che mi sia mai capitato di incontrare in tutta la vita. Così affermò Walter Gropius nel 1967 visitando la Galleria Regionale di Palazzo Abatellis a Palermo.

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Madonna con bambino e cherubini, Antonello Gagini

Le sale espositive di Palazzo Abatellis
Le sale espositive di Palazzo Abatellis contengono manufatti pittorici e scultorei di altissimo livello qualitativo: dalle opere lignee ad intaglio del XII secolo alle sculture del Trecento e del Quattrocento tra cui alcune di Antonello e Domenico Gagini, dal suggestivo Salone delle Croci, alla pittura fiamminga, manierista e seicentesca.
Ma i capolavori di maggior rilievo ed universalmente noti sono l’affresco del Trionfo della Morte, il delicatissimo busto di Eleonora d’Aragona eseguito da Francesco Laurana e l’Annunziata di Antonello da Messina.

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Santa Rosalia incoronata dagli angeli, Antoon van Dyck


Informazioni utili su Palazzo Abatellis
La Galleria si trova in via Alloro, 4, nel quartiere Kalsa. E' aperta da martedì a venerdì dalle ore 9 alle 18; sabato e domenica dalle ore 9 alle 13. 
Il costo del biglietto che si acquista presso la biglietteria del museo è di 8 Euro.

Dove mangiare a Palermo
Fermo restando che nel centro storico di Palermo troverete ovunque ottimi ristoranti e street food, non perdete però l'Antica Focacceria San Francesco: nata nel 1834, mantiene intatto il suo fascino d’altri tempi. I banconi originali sono in ghisa dei primi del Novecento, i pavimenti in marmo e i tavolini in ferro battuto. Si può mangiare self service o con l’ordinazione al tavolo. La trovate in Via Alessandro Paternostro, 58.

Dove dormire a Palermo
Io ho alloggiato nell'appartamento Luci della città che mi sento di consigliarvi per la pulizia, l'ampiezza e la comodissima posizione a due passi da San Cataldo e La Martorana, Piazza Quattro Canti e Piazza Pretoria. 

A questo link trovate altre disponibilità per alloggi a Palermo.

Come raggiungere il centro di Palermo dall'aeroporto
L'aeroporto Falcone-Borsellino dista circa 40 minuti dal centro di Palermo. Per il tragitto vi consiglio di prenotare un comodo Trasferimento in autobus da/per aeroporto-centro città. Le corse sono ogni 30 minuti circa e troverete la navetta all'uscita dell'aeroporto sulla destra.

7 aprile 2023

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