Borghi bianchi di Puglia

La Valle d'Itria, conosciuta anche come Valle dei trulli, si estende tra la città di Bari e le province di Brindisi e Taranto.

Muri in calce, tradizioni, profumi, pietra a secco, trulli caratterizzano in modo inconfondibile questa zona ed i bianchi borghi di Puglia. 

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Alberobello

La tipologia costruttiva a cono è sicuramente molto antica: nella sua forma è facile riconoscere lo schema della tholos micenea, il Tesoro di Atreo, databile tra 1500 e 1250 a.C. Per quanto non si possa escludere completamente una genesi autoctona del trullo, la maggior parte degli studiosi concorda sull'ipotesi che la tipologia a cono provenga dal Mediterraneo o dal Medio Oriente.
Tutta la campagna della Valle d'Itria è costellata di trulli, ma la maggior parte di questi edifici è concentrata nel borgo di Alberobello, patrimonio UNESCO dal 1996. 
Anticamente la zona era ricoperta da una fitta vegetazione: da qui il nome Sylva arboris belli, cioè selva dell'albero della guerra che venne poi italianizzato in Alberobello. Il borgo nacque alla fine del 1400 quando i Conti di Conversano, aggirando la legge imposta dal Regno di Napoli secondo la quale ogni nuovo centro abitato doveva essere sottoposto al Regio assenzio mediante il pagamento di tributi, incaricarono i contadini di colonizzare la zona costruendo soltanto case precarie per evitare di pagare le tasse. Realizzati in pietra calcarea a secco, senza malta né altro legante, i primitivi trulli pugliesi vennero edificati da agricoltori e pastori con le pietre raccolte sul posto, nei poderi stessi. Costituiti inizialmente da un solo vano, nel corso del tempo si sono evoluti, arrivando ad abitazioni più complesse. L'altopiano delle Murge, per la sua natura geologica essenzialmente calcarea, ha fornito la possibilità di realizzare queste singolari tipologie abitative.
Se volete vedere i trulli, il distretto di Rione Monti ad Alberobello ne conta ben 1030; sulla sommità del colle c'è la chiesa di Sant’Antonio, anch’essa a forma di trullo. I più conosciuti sono i Trulli Siamesi, uniti sulla sommità, ma con ingressi su due strade diverse. Un tempo collegati da una porta esterna, si racconta che furono separati a seguito di una faida tra due fratelli, innamorati della stessa ragazza. Per ammirare il Rione Monti dall’alto vi consiglio di andare alla terrazza-tetto Belvedere o Terrazza di Santa Lucia.
Altri 400 trulli si trovano nel Rione Aia Piccola: qui potrete immergervi nell'atmosfera dell'antico borgo visto che, rispetto alle altre zone della città, è l’unica a non essere invasa dalle attività commerciali. In questa zona sorge il Trullo Sovrano, un trullo a due piani oggi casa-museo. Tra Aia Piccola e piazza del Popolo sorge Casa Pezzolla, un complesso architettonico composto da 15 trulli comunicanti tra loro. E' la sede del Museo del territorio.

Luisa Bernasconi in Puglia
Alberobello

Sul cono di molti trulli sono dipinti in calce bianca dei simboli che risaltano sulla pietra scura. La maggior parte di essi sono di origine religiosa cristiana e spaziano dalla croce al monogramma di Cristo, dai simboli della passione al cuore trafitto. Altri sono pagani come il gallo, la serpe, il ferro di cavallo, le corna di bue o di ariete. I simboli primitivi sono quelli più difficili da identificare e collocare in un periodo preciso. Fanno parte di questa categoria gli intrecci di linee, i punti, i triangoli, le linee rette e curve. Alcuni di questi sono stati ritrovati su antichi vasi o tombe primitive, a conferma della loro origine arcaica. Altri prendono spunto dalla magia: fra questi si ritrovano segni astronomici, zodiacali e planetari. Cristiani, alchemici, astrologici, pagani hanno comunque tutti un significato magico propiziatorio, evocando un forte legame esoterico con la terra, la divinità o le sfere celesti. La copertura del trullo si conclude con il pinnacolo. E' generalmente formata da tre pietre sovrapposte: una di forma cilindrica, una piatta ed una sferica, ma se ne trovano anche di altre tipologie. Il suo vero significato è tuttora oscuro: forse magico, oppure ornamentale, o ancora distintivo della famiglia che abitava il trullo.

Borghi bianchi di Puglia
Alberobello

Il borgo di Locorotondo è caratterizzato da una perfetta pianta circolare da cui deriva il suo nome, dal latino Locus Rotundus. Riconosciuto Bandiera Arancione dal Touring Club e inserito nel circuito dei Borghi più belli d'Italia, è un luogo affascinante, con le sue case bianche, le viuzze lastricate, gli eleganti portali barocchi e i balconi fioriti che contrastano con il candore dominante. A Locorotondo si trovano anche piccole case dalla forma geometrica regolare e dal tetto spiovente: sono le cummerse, caratterizzate da lastre calcaree dette chiancarelle. Locorotondo ha tanti luoghi dal valore storico e architettonico da visitare: la Chiesa Madre di San Giorgio, realizzata tra il 1790 e il 1825, la Chiesa di San Nicola, del 1660, che conserva all'interno affreschi di grande interesse artistico e la Chiesa Madonna della Greca. Da non perdere anche Palazzo Morelli, notevole esempio di architettura civile e la Torre dell’Orologio. 

Bandiera Arancione Touring Club
Locorotondo

Il territorio rurale di Locorotondo è densamente popolato: nella maggior parte delle contrade si ripete lo schema dell’agglomerato di case e trulli che condividono uno spazio comune, detto jazzile. Fra distese di ulivi e lecci, orti, vigneti, muretti a secco sorgono trulli, masserie e chiesette rurali, sempre con la tipica copertura a cummerse. Il trullo più antico di Puglia, risalente al 1559,  si trova in una di queste contrade, Marziolla. Si sa con certezza la data di costruzione in quanto è riportata sull'architrave della porta di ingresso.

Luisa Bernasconi in Puglia
Locorotondo

Martina Franca è una cittadina in stile barocco, ma dalle origini antichissime. Numerosi ritrovamenti testimoniano la presenza di popolazioni già in epoca preistorica. Il nome con cui è conosciuta le è stato dato per la prima volta da Filippo I D'Angiò che riconobbe a Martina Franca privilegi come le franchigie e la ribattezzò in questo modo. L'epoca di più grande splendore è stato il '700, periodo in cui vennero costruiti i monumenti più importanti e le chiese che ancora oggi dominano il centro storico. La migliore rappresentazione del barocco è la maestosa Basilica di San Martino, eretta nella seconda metà del XVIII. Ma al di là dello splendore del centro, con eleganti palazzi e strade lastricate, a me è piaciuto molto addentrarmi nei quartieri più popolari: la zona più antica e suggestiva della città è il rione Lama, costruito a partire dal Medioevo e caratterizzato da piccole case con i tetti a pignone.

Cosa vedere a Martina Franca
Martina Franca

Anche Ostuni, detta La Terra, è rigorosamente monocroma. II nucleo antico si sviluppa sui fianchi scoscesi di un colle e presenta una pianta ellissoidale, racchiusa dalla cinta muraria rafforzata dai torrioni aragonesi, di cui oggi ne rimangono otto dei quindici originari.

Cosa vedere a Ostuni
Ostuni

Vi consiglio di percorrere il groviglio di stradine anguste e tortuose e di osservare ogni dettaglio: gli stemmi sui palazzi nobiliari, l'eleganza dei portali, le corti, le piazzette ed i vicoli ciechi. L'unica strada che raggiunge il vertice del colle e che divide il centro storico in due parti è la via della Cattedrale, che conduce alla splendida chiesa, sintesi di elementi romanici, gotici e veneziani, dedicata a Santa Maria dell'Assunzione.

Case colorate di bianco
Ostuni

Sulla destra della cattedrale c'è il Palazzo Vescovile, collegato al Palazzo del Seminario tramite l'Arco Scoppa. Tre strutture quasi coeve alla cattedrale, ma che nel corso dei secoli sono state oggetto di molti rifacimenti: il cambiamento più radicale lo ha subito l'Arco Scoppa che un tempo era in legno e venne ricostruito in pietra nel 1750 per rendere il transito più sicuro. 

Arco Stoppa a Ostuni
Ostuni

Lungo via Cattedrale c’è il Monastero delle Carmelitane. In questa struttura potrete visitare il Museo delle Civiltà Preclassiche della Murgia Meridionale che conserva il calco di Delia, una donna incinta vissuta 25.000 anni fa e ritrovata in una grotta vicino a Ostuni nel 1991. 

Borghi bianchi di Puglia
Ostuni

Anche a Monopoli potrete passeggiare nelle vie del centro fiancheggiate da case bianche. I luoghi da non perdere sono il Castello di Carlo V, Palazzo Martinelli in stile veneziano, il caratteristico Porto vecchio, la Cattedrale e la piazza Vittorio Emanuele, una delle più grandi di Puglia.

Cosa vedere nella città di Monopoli
Monopoli

A Cisternino non troverete la cattedrale monumentale di Ostuni o i trulli di Alberobello e nemmeno le cummerse di Locorotondo. Eppure è uno dei borghi più affascinanti di tutta la zona, in cui è un piacere passeggiare tra i vicoli e le piazzette, respirando il fascino di un'architettura istintiva che contraddistingue il centro storico. Fa parte dei Borghi più belli d'Italia ed ha ottenuto la Bandiera arancione del Touring Club. La Torre Grande, voluta forse dalle maestranze normanne e da quelle di Federico II e la Chiesa Madre intitolata a San Nicola ed edificata in epoca romanica sono i monumenti principali. All'interno della Chiesa Madre ci sono un pregevole fonte battesimale cinquecentesco ed un capolavoro rinascimentale: la Madonna con bambino scolpita in pietra nel 1517 da Stefano di Putignano

Bandiera arancione touring Club
Cisternino

Non vi indico un percorso preciso per la visita del borgo: nelle vie di Cisternino è bello perdersi, prendere un aperitivo in piazza Vittorio Emanuele sotto la Torre dell'Orologio, salire e scendere scalette bianche, osservare sui muri le icone votive ed immergersi completamente in questo grande capolavoro di architettura popolare.

Case bianche in Puglia
Cisternino

DOVE MANGIARE
Nella mia ricerca di ristoranti cruelty free ho trovato un vegano molto interessante proprio a Cisternino: Micro, un piccolo ma graziosissimo locale in via Santa Lucia 53, nel centro storico del borgo.

Dove dormire in Puglia
Masseria Alchimia

DOVE DORMIRE
Abbiamo dormito a Fasano, in un'antica masseria ristrutturata dove arte, design, accoglienza, ospitalità, natura si fondono armoniosamente: Masseria Alchimia

Masseria Alchimia Fasano
Masseria Alchimia

La location è funzionale per la visita dei borghi bianchi che si trovano ad una manciata di chilometri da Fasano ed è un'oasi di relax e bellezza. 

Le più belle masserie in Puglia
Masseria Alchimia

Nel nostro appartamento, arredato con pezzi di design, c'era una vasca da bagno esterna incastonata nella roccia. Fantastica!

Blog di viaggi
Masseria Alchimia


LIBRI IN VACANZA 
Vi consiglio questa Guida di Puglia con mappa


Grazie per aver visitato il mio blog. Potrete scaricare gratuitamente la mia miniguida dei borghi bianchi di Puglia qui o nella sezione Utilities.


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